Le Cinque Terre
Cinque paesi senza una strada vera, tenuti su da muretti a secco e da un treno.
Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore stanno in fila su dodici chilometri di costa a picco, ognuno dentro una piega della roccia. Fino a cento anni fa si raggiungevano in barca o a piedi; oggi il modo normale è il treno, che entra ed esce dalla galleria e ferma in tutti e cinque.
Sono patrimonio dell'Unesco non per i paesi ma per i terrazzamenti: settemila chilometri di muretti a secco costruiti a mano, che hanno reso coltivabile una montagna verticale. Dove nessuno li mantiene più, la montagna torna a scendere.
Come visitarle
Con il treno e la carta del parco, non in auto: le strade di accesso sono strette, i parcheggi minuscoli e quasi sempre pieni. Il Sentiero Azzurro collega i cinque paesi in alto sul mare, ma alcuni tratti restano chiusi per frane per anni: si verifica prima di partire.
Il momento giusto è la mattina presto o la sera. Dalle dieci alle cinque, da maggio a ottobre, i paesi si riempiono oltre misura, e Vernazza e Riomaggiore, che sono i più piccoli, diventano difficili anche solo da attraversare.
I campeggi non sono nei paesi ma sopra, verso Levanto e Deiva Marina, e da lì il treno scende in pochi minuti: è il modo più comodo di vederle senza dormirci.